Centro internazionale Loris Malaguzzi- venerdì 5 dicembre 2025

Venerdì 5 dicembre le classi quinte dell’Istituto sono state invitate dall’associazione e dal  Collegio dei Geometri  con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia ad incontrare il Giudice Andrea Rat sul tema “cultura dell’illegalità – lotta al contrasto delle mafie”.

Il giudice ha spiegato che continuerà a svolgere incontri divulgativi, nonostante le recenti azioni intimidatorie, perché la comunità ha bisogno di consapevolezza e nemmeno i cittadini devono avere paura, indicando nelle denunce lo strumento in grado di infrangere quel silenzio che fa gioco alla criminalità organizzata. Insieme al giornalista Tiziano Soresina, il Giudice ha iniziato ad illustrare i passi salenti della sentenza di primo grado del processo Aemilia da lui scritta. Sono state citate le parole del pentito Antonio Valerio che in aula ha parlato di assedio e di assoggettamento ‘ndranghetistico senza uguali nella storia reggiana.

L’incontro si inserisce in un percorso che la Provincia di Reggio ha voluto intraprendere per rafforzare gli “anticorpi” civili e culturali del territorio, per incontrare i giovani che sono le nuove generazioni a cui chiedere impegno e consapevolezza su questo tema così poco discusso tra di loro. 

Gli studenti hanno partecipato con interesse e hanno posto diverse domande al giudice e al giornalista che con pazienza e pochi tecnicismi hanno cercato di spiegare un argomento così complesso.

A seguire le riflessioni dei nostri studenti e studentesse.

L’incontro é stato molto interessante, ma purtroppo poco interattivo, suscitando stanchezza in noi ragazzi. Tuttavia, è un argomento molto interessante, che si potrebbe approfondire con altri incontri, il lavoro di giudice non deve essere facile e soprattutto richiede coraggio in chi sceglie di intraprendere questa carriera. (Viola Andrea Pozzati 5A)
Penso sia stata molto illuminante la parte in cui parlava di come il modo di agire della ‘ndrangheta possa sembrare “meno violento” oggi, nel senso che procura meno morti, quando in realtà agisce solo in modo da causare un maggior numero di morti ma in maniera più nascosta e subdola. Penso sia inoltre rilevante riportare quanto detto riguardo alla piccolezza di queste persone. Sono loro che devono aver paura di noi, persone che agiscono rispettando le regole ogni giorno cercando di creare una società migliore, e non noi di loro, persone irrilevanti che agiscono nell’ombra della paura causata da un nome. (studentessa 5F)
L’incontro con il giudice Rat ha esposto le organizzazioni mafiose per quello che realmente sono: una associazione che approfitta di situazioni fragili, della paura delle persone, e che soprattutto agisce in massa e mai singolarmente; questa è la definizione di codardi, e la codardia si sconfigge solo in un modo: con il coraggio di non voltarsi dall’altra parte.   (Beatrice Denti 5S)
Mi è interessato molto questo incontro perché in famiglia non ne si parlava tanto e io non ero molto informata sull’argomento, sapevo solo le notizie generali. Avrei probabilmente dovuto informarmi prima, perché è un argomento molto rilevante e che tutti dovrebbero conoscere. (studentessa 5F)
Penso che questo incontro sia stato molto utile per comprendere i pericoli a cui può portare la mafia. È importante trattare questo argomento con delicatezza. (studentessa 5R)
L’incontro è stato eccezionale. Il Giudice Rat è lo spirito di combattimento inarrestabile. Con tutto il nostro sostegno e tutto l’amore per questo eroe, tutto l’amore per tutti quelli che sono stati e sono adesso e saranno i portatori di pace per questo Stato.  Dico oggi al Giudice grazie; grazie per averci illuminato, incoraggiato e reso così coscienti. Per averci mostrato passione per il suo lavoro. Questa giornata per me è stata il mio secondo compleanno in cui sono nato grazie alle parole di Andrea Rat. Grazie con tutto il mio cuore   (studente 5S)
L’incontro con il giudice A. Rat é stato molto utile per capire e comprendere una situazione di cui si parla molto poco per svariate ragioni, tra cui la paura.
Questo  incontro ha lasciato sicuramente un segno a me e ai miei compagni. (studentessa 5S)
Questo incontro è stato fondamentale per fare chiarezza e rendermi conto di ció che è presente nella mia città. (Arianna Gatta 5S)
Il giudice è stato molto preciso nel suo discorso e sono sicura che ci abbia aiutato a chiarire i nostri dubbi e, soprattutto, a farci aprire gli occhi su questioni di cui non si parla ogni giorno tra ragazzi. A mio parere è stato molto utile aver trattato l’argomento Tiktok e del lavoro perché Tiktok influenza molto il modo di pensare dei giovani e il lavoro ci riguarderà a breve. (studentessa 5T)
La mafia si nutre del silenzio di ognuno di noi, dei libri chiusi, e dei pensieri non condivisi per paura. Ogni pagina letta, ogni curiosità diventa un piccolo terremoto che può far crollare il muro dell’omertà, che a guardarlo bene, è basso quanto basta per superarlo. (studentessa 5L)
L’incontro di stamattina con il giudice Rat, mi ha aiutato a comprendere il metodo di operazione delle mafie a Reggio Emilia, il come si sono trasformate nel corso del tempo, sia per metodologie sia nel reclutamento di nuove “leve”, ma anche il come le persone vengono coinvolte, ricattate, danneggiate e avvantaggiate dalla criminalità organizzata in tutti i campi produttivi, dall’edilizia all’agricoltura. Grande rispetto per il giudice, che sebbene le minacce di morte fatte cinque giorni fa e le chiamate fatte dal tribunale per nuovi processi, ha avuto comunque il coraggio e il tempo, per spiegarci a noi quinte del Secchi e dello Zanelli il modus operandi della criminalità organizzata, nella nostra città. (studente 5° CAT)
La conferenza del giudice Rat ha messo in luce come l’’ndrangheta, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, continui a rappresentare una minaccia radicata e infiltrante, grazie alla sua struttura familiare e alla capacità di infiltrarsi nel tessuto sociale ed economico. È fondamentale mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale, perché solo con una consapevolezza diffusa e un impegno costante sarà possibile contrastare in modo tale che queste dinamiche pericolose non indebolì la nostra società.   (studentessa 5R) 
L’incontro mi ha portato la consapevolezza dei rischi che la nostra società può correre senza la conoscenza dei temi legati alla criminalità organizzata dei nostri tempi. (Letizia Carbognani 5R)
Solo una cosetta che forse verrà fuori dai ragazzi, ma nel dubbio penso sia carino che esca: quando il giudice leggendo parti della sentenza diceva “sentite cosa avete scritto VOI”, perchè aveva spiegato prima che la sentenza è a nome del popolo italiano, quindi porta la voce di tutti noi. Bellissimo! (docente Zanelli)
Ritengo che questo incontro sia stato importante perché i temi sono stati affrontati in modo molto diretto e senza deviazioni, temi spesso delicati e a volte quasi distanti. (Giovanni Masoni 5R)
L’incontro con il giudice Andrea Rat mi ha fatto capire che il coraggio non è avere paura, ma scegliere di non piegarsi. Raccontando la mafia di ieri e di oggi, il giudice ha mostrato che la vera forza sta nell’umiltà, nell’ onestà e nel lavoro vero, mentre chi vive di minacce è solo un piccolo essere e, nel farlo, mostra tutta la sua debolezza. Le sue parole mi hanno dato una certezza: la mafia deve sparire, e il cambiamento inizia da noi. La mafia non va temuta.
Per me la parola chiave è il coraggio. Il coraggio fa la giustizia. Non chiudere gli occhi, bisogna denunciare e cambiare il mondo.Un mondo d’amore, non un mondo schiavo. (Aurora Barazzoni 5N)
E’ stato molto interessante sentire le opinioni di un giudice e vedere come la mafia vada ad impattare vari settori anche da “fantasma” senza che nessuno la noti. (studente 5A)
Questo incontro  è stato di fondamentale importanza per far capire a tutti che la mafia é ancora presente sul territorio Reggiano, e che non è da considerare come eradicata. (studente 5R)
L’incontro è stato molto interessante, l’argomento è stato trattato in modo chiaro. Mi ha colpita molto la riflessione sulla paura fatta dal Giudice e su come questa sia l’arma principale delle organizzazioni mafiose.     (studentessa 5F)
Per me la parola  chiave che mi porto a casa dall’incontro è CORAGGIO, credo che il giudice Rat sia l’esempio del coraggio contro la mafia.    (Luca Catellani 5C)
Non dobbiamo avere paura della andrangheta ! (studente 5N)
Nell’incontro con il giudice mi ha colpito il suo modo di esprimersi con noi giovani e il fatto che ci ha più volte consigliato di essere bravi “cittadini” e che dobbiamo impegnarci a contrastare le mafie. (studente 5N)
Prima pensavo più o meno di conoscere la città in cui sono nata e in cui sto vivendo. Pensavo anche che organizzazioni come la mafia fossero lontane dalla realtà di cui faccio parte. Dopo questo incontro penso di essere più consapevole delle mie responsabilità, delle mie capacità, e del contributo che posso dare a questa società, per migliorarla. Solo la collaborazione può eliminare del tutto l’illegalità, organizzazioni del genere si nutrono del silenzio, e noi cittadini dobbiamo distruggere le radici dell’omertà inducendo una “carestia” che permetterà poi la crescita di valori migliori che porteranno il mondo al benessere. (studentessa 5D)
La mattinata con il magistrato Rat, mi ha fatto capire quanto la mafia sia vicino a noi e quanto controllo ha sul territorio. (Agata Bassi 5R)
Mi ha colpito il fatto che difronte a quello che gli sta succedendo il Giudice dice di non avere paura. Questo fa di lui un uomo coraggioso. (studente 5B) 
Incontro e dibattito molto formativo ed interessante che ci ha portato a riflettere e  spronato a combattere le mafie  anche nel nostro piccolo. (studente 5I)
Penso che sia stata un’ottima iniziativa da parte della scuola portarci ad incontrare una persona di tale importanza. Il Giudice Andrea Rat  è stato molto disponibile per aver accettato di incontrare noi studenti ed è stato anche chiaro nella spiegazione del processo Aemilia.
Mi ha affascinato il modo in cui parlava, si vede che è una persona colta, che ha studiato tanto e che dedica tutto sé stesso nel lavoro che fa. Credo che dopo l’incontro, ciascuno di noi sia rientrato a casa con un qualcosa in più, che sia la consapevolezza di ciò che fanno certe persone per noi e la società in cui viviamo o semplicemente aver preso coscienza su un tema delicato come la Mafia. (Martina Botta 5T)
Sono rimasta colpita dall’abilità con cui il giudice è riuscito a trattare in modo a tutti noi comprensibile un argomento che tipicamente discosta per i suoi tecnicismi e il suo linguaggio estremamente specifico. (Elisa Romano 5D)