Per la rubrica di recensioni “Pillole di cultura”

Un video estratto dal documentario del 2007 “Incontri alla fine del mondo“, del regista Werner Herzog, è diventato virale sui social, un vero e proprio meme. La storia è quella di un pinguino che lascia alle spalle la propria colonia, invece di dirigersi verso il mare per nutrirsi, mettendosi in cammino verso le montagne distanti oltre 70 km. Il pinguino va incontro a una morte certa nella sconfinata distesa di ghiaccio antartica; le ragioni che lo spingono a un atto così estremo rimangono un mistero, tanto che l’animale viene definito ‘il pinguino nichilista’.

Tuttavia, bisogna tenere conto del fatto che la sua scelta non è stata guidata da un pensiero filosofico, ma probabilmente da un malfunzionamento dell’istinto o da una forma di depressione animale. Il messaggio potente deriva, dunque, dall’interpretazione di terzi che, scrollando sui social e imbattendosi nella buffa camminata del pinguino, hanno rivisto in lui il proprio desiderio di fuggire dalla massa. È circolato così il motto ‘Sii quel pinguino’, un’esortazione ad avere il coraggio di andare ‘oltre’, mettersi in gioco e non seguire il percorso standard, valorizzando la propria individualità.

Sono valori che, oggi più che mai, risuonano e fanno scalpore soprattutto tra i giovani. Ricordando che il fascino di questa storia è dovuto all’umanizzazione delle intenzioni del pinguino, quest’ultimo può diventare un potente simbolo per motivarci a spingerci oltre i nostri confini con coraggio.

Gloria Stefani, 3^I