Per la rubrica creativa “Semi antichi”
Le luci sono accese,
in casa non c’è nessuno.
Suonano al campanello
(ho paura dei ladri).
Quindi ti apro le porte:
tieniti i mobili, le vecchie cassette,
tutti i risparmi e due sigarette.
Pezzi di sogni, che tanto son tuoi,
processione infame di carri e di buoi.
(“Non l’hai mai ascoltata la musica che piace a me”
“E che bisogno c’era?”
“No, così”).
Ti sei fatto Cristo redentore
di una religione mortificante.
Di un rito blasfemo l’iniziatore,
mi prostro con ritmo pedante
(catabasi agli Inferi).
Assisto al mio stesso funerale:
le lacrime piante,
i discorsi fatti,
le trombe suonate.
La Catarsi ultima è compiuta,
al giorno del [tuo] Giudizio.
Francesca Olivetti, 5D