“La prima frase di un romanzo ha la funzione di una soglia: è l’apertura che strappa il lettore dal suo mondo quotidiano e lo risucchia in mondo altro pieno di uomini, oggetti ed eventi che appartengono ad un diverso ordine di realtà.”
(F. Bertoni, “Romanzo”, Firenze 1998)
Ecco la riflessione di due ragazzi di 1^I:

Sì, credo che la prima frase e anche l’incipit di un romanzo siano la parte più importante e fondamentale.
La prima frase e l’incipit sono poche righe, ma assolutamente fondamentali, di un romanzo.
Sono le parti che devono far incominciare un racconto, sono i pezzi che iniziano a fare immedesimare il
lettore nel testo, ma soprattutto sono le parti di testo che devono far interessare il lettore poiché continui a leggere il romanzo.
“Quando i coniugi Durslay si svegliarono, la mattina di quel martedì grigio e coperto in cui inizia la nostra
storia, nel cielo nuvoloso nulla faceva presagire le cose strane e misteriose che di lì a poco sarebbero
accadute.”
Questa è la prima frase del celebre romanzo “Harry Potter e la Pietra Filosofale”. In questa frase la Rowling, l’autrice del romanzo, offre al lettore molte informazioni.
L’introduzione dei primi personaggi: il signor e la signora Durslay, la descrizione del giorno in cui inizia la
vicenda: un martedì, di maltempo. E anche la sottolineazione delle parole “strane” e “misteriose”, che fanno presagire che in quel mondo accadano stranezze paranormali.
Al me infante, che leggeva pochissimo e a cui non piaceva leggere, questa frase piacque molto, mi attirò, e mi fece continuare il libro.
Quel che il piccolo me non sapeva era che quella scelta, in futuro, sarebbe stata una delle cose migliori che potesse fare.
La saga di “Harry Potter” l’ho letta tutta più volte, ed è una saga a cui mi ci sono affezionato. Dopo un po’
che leggi la saga cominci ad immedesimarti nel protagonista, come se fossi proprio nella storia, grazie anche all’uso di temi che ricorrono nella vita di quasi tutti i ragazzi, come la scuola, i primi amici, la competitività, i primi amori, ma anche l’infrangere le regole. Come quando Harry, il protagonista, scappo dalla scuola di magia per andare in una città vicina con i suoi amici.
Questa è una saga che se incominciata non si riesce ad interrompere di leggere, e che quando la leggi e come se non passasse il tempo.
È una saga che ti ricordi per tutta la vita e che potrebbe influenzare delle scelte future, come adattarsi ad un ambiente nuovo e farsi nuovi amici.
Mi ha colpito molto come l’autrice descrivesse bene i personaggi e come riesca a farti immedesimare in
ognuno di loro; un’altra cosa che mi ha colpito è come l’autrice riesca a farti attaccare emotivamente al libro e ai personaggi.
Concludo dicendo che sì, la prima frase è la parte più importante di un romanzo, e che, se la Rowling non avesse scritto una prima frase del genere non avrei mai avuto una così grande passione per la saga e per la lettura.
Manferrari Matteo, 1°I

Io mi trovo totalmente d’accordo con questa affermazione: per coinvolgere il lettore, farlo appassionare ad un racconto e rendergli spontanea l’apertura di un libro, è di fondamentale importanza concedergli la
possibilità di entrare “fisicamente” nella storia. Tramite un discorso introduttivo che presenti il contesto
della vicenda, il lettore è in grado di comprendere fin dalle origini l’ambiente in cui si trovano i
personaggi, dove si svolgeranno gli eventi e, in parte, anche le loro cause. Inoltre, nonostante un numero
consistente di persone le trovino noiose o eccessivamente statiche, le descrizioni iniziali non possono
essere trascurate e quanto più risultino dettagliate, tanto più sarà nitida e chiara l’atmosfera che il romanzo vuole imprimere nella mente di chi legge.
La copertina di un libro è la maniglia di una porta che, a vederla, stimola le persone ad aprirla, come
attratti da un incantesimo che è la curiosità, mentre le prime frasi sono i colori raggianti di un nuovo
mondo che si estende placido oltre quell’uscio e che è destinato a sfumare presto in uno svolgimento
complesso, articolato e imprevedibile, dove il lettore si immagina spesso come il protagonista.
Per esempio, durante l’estate appena trascorsa, ho letto i tre volumi della saga “The Kane Chronicles” di
Rick Riordan: narra le avventure di due ragazzi che si trovano, improvvisamente, protagonisti ed eroi di
uno scenario contemporaneo in cui tutte le divinità dell’Antico Egitto sono risorte e le creature del Caos
minacciano l’esistenza dell’umanità. Anche se all’inizio mi sentivo un po’ estraneo alla storia, col tempo
sono stato catturato da un contesto particolare di dei e sigilli a cui mi sono abituato, fino ad imparare a
decifrare alcuni geroglifici reali e a conoscere una parte di cultura antica che non viene appresa a scuola.
Non mi ero mai sentito così partecipe all’interno di un racconto prima e ho concluso i libri sempre col
fiato sospeso: una moltitudine di eventi, organizzati o inaspettati, si susseguivano senza pause in un arco
di tempo davvero ristretto e mi dispiaceva ogni volta chiudere le pagine quando terminavo un lungo e
serrato capitolo.
Quindi, le prime frasi sono realmente un portale per tuffarsi in un romanzo, ma anche un trampolino per
immergersi più a fondo nella storia e chiedersi “Perché?”, “E dopo?” in cerca di nuotare verso la
conclusione!
Leonardo Rizzi, 1°I